materiali didattici?

Materiali didattici diversi per (div)abilità, per disciplina, per indirizzo scolastico.

Un supporto, se serve, a student* e insegnanti frutto delle attività di insegnamento/apprendimento di anni di scuola.

Non c'è nessuna indicazione sulla specifica diversa abilità dell'alunn* che ha utilizzato questo o quel materiale, perché si ritiene che l'aspetto più importante non sia la disabilità in sé ma la possibilità di far sì che il bisogno speciale dell'alunno venga ricondotto all'interno del percorso della classe. Questo percorso comune non dovrebbe mai essere normale (nel senso di normalizzato) perché, in realtà, ogni student* ha un bisogno speciale. In questo senso, la collaborazione tra insegnanti curricolari e insegnanti per le attività di sostegno è ovviamente, fondamentale.

Tutto ciò che si trova in questa sezione è il risultato di cooperazione, diciamo così, spontanea (quasi mai resa esplicita, per come, purtroppo, ancora oggi funziona la scuola). Ci sono (quasi sempre) le competenze dei docenti curricolari con cui l'insegnante per le attività di sostegno ha lavorato. Ci sono le reazioni, sempre educative (se le si vuole cogliere), delle/gli alunn* con cui si sono svolte le attività.

revolUcation

nasce dal desiderio di condividere e partecipare alla costruzione di quei saperi che nascono, si intrecciano, si confondono con i processi di insegnamento/ apprendimento/ autoapprendimento.

Media education, software per bisogni educativi speciali, materiali preparati in anni di attività e di collaborazioni (spesso involontarie) tra insegnanti e student*, ricerche in ambito di apprendimento/ autoapprendimento, riflessioni informazioni (in forma di testi, video, foto, grafica) dal/sul mondo della scuola.

Tutto ciò con l'obiettivo non di seguire questa o quella moda pedagogica, ma di cercare di spingere in avanti le forme e le modalità degli autoapprendimenti.

Il tentativo è dunque quello di non accettare passivamente il destino di staticità che sembra avvolgere e stritolare la scuola pubblica.
Le sue risorse, tante, fatte di lavoro malpagato, spesso precario a vita, svolto in ambienti fatiscenti e con mezzi limitati (altro che LIM, registro elettronico, e-book, ecc.), devono continuare a riscattare una scuola pubblica che sarebbe il caso diventasse sempre meno 'di Stato' (con tutto quello che si porta dietro: cerimonie, finzioni, ipocrisie, ritardi, tagli) e più comune.