Scritto da Gianluca Coeli | Articolo postato il 2013-09-10 20:23:00 | Tag riforme

Marciavanti e marciaindietro in Carrozza


Punti maturità sì, punti maturità no. Via al concorso, concorso via. Meno sostegno, più BES. Inidonei? idonei! Andata e ritorno dall'e-book al paper-book. E così quasi all'infinito: marciavanti, marciaindietro.
Ciò che sembra caratterizzare l'attuale ministro dell'Istruzione è l'indecisione.
Dal governo delle larghe intese, come prevedibile, non esce nessun progetto davvero alternativo su scuola, università, ricerca che faccia pensare a una inversione di rotta rispetto alle (non)riforme dei ministri che hanno preceduto Carrozza.
Ora, dopo varie manovre, marciavanti e marciaindietro, escono dal ministero delle nuove proposte che fanno addirittura dichiarare al premier Letta che "si torna ad investire sulla scuola".
In cosa consiste questa "operazione da 400 milioni di euro"?
Beh, tanto per non smentirsi, prima di tutto in una marciaindietro (a gratis): si cancellano i punti malamente collegati al risultato dell'esame di stato. Ma questo, diranno molti (e noi con loro) era un atto dovuto.
La parte buona riguarda:
- gli inidonei che rientrano nella loro funzione, ma questa sembra essere una vittoria del sindacalismo di base e dell'autorganizzazione delle lotte;
- l'assunzione di 26mila insegnanti di sostegno.
Qui ci si ferma.
Perché il resto son cose che non sai se riderci su o incazzarti.
Per quanto riguarda le assunzioni di insegnanti e ATA si fissa il quantitativo, ma non i tempi. Come a dire, c'è tempo.
Si va dalla riproposizione di forme mascherate di lavoro non pagato, gli stage obbligatori per studenti ("non voglio più che gli studenti italiano arrivino a 25 anni senza aver mai lavorato un solo giorno nella loro vita", dice il ministro. E così, i giovani lavoreranno senza stipendio fino ai 25 anni, e poi... a casa, precari a vita), alla "rivoluzione" (sic!) del libro cartaceo, ma attenzione, va bene anche una vecchia edizione.
E così l'aumento di fondi per l'istruzione diventa l'ennesimo mezzo imbroglio.
La scuola italiana continua a trascinarsi, tra edifici sfasciati e carenza di risorse, insegnanti precari e non che coprono mille buchi, inventandosi modi di reggere classi stipate e comprandosi da soli gli strumenti tecnologici per stare un po' al passo con le necessità contemporanee.
Per di più, rispunta un aumento di ore collocato tra quelle da destinare alle attività extradidattiche (riunioni, ecc.). Chissà, magari quello che non è riuscito a Profumo, per la pronta e determinata reazione di tutto il mondo della scuola, potrebbe riuscire, un po' in sordina, alla Große Koalition di Letta.
Ma tranquilli, car* docenti, dal prossimo anno potrete andare a rilassarvi i nervi in un qualsiasi museo. Il ministro, infatti, non vi darà certo uno stipendio da permettevi di andarci in carrozza, ma l'ingresso gratuito, bontà sua, sì.
Almeno fino al prossimo passo indietro.



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Testi, video, foto, grafica per informare su come cambia la scuola. Su come (loro: i governi) vogliono che cambi la scuola. Su come (noi: docenti, studenti, operatori, genitori) vogliamo che cambi la scuola.

Narrazioni dei conflitti che attraversano i territori dell'istruzione. Condivisione delle proposte che nascono a partire dalle moltissime pratiche, spesso innovative e autonome, di docenti.